Chiara Lodigiani tra i migliori laureati 2017 dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

Chiara Lodigiani, tecnologa alimentare e nuovo membro del team Open Fields, è stata riconosciuta tra i migliori laureati 2017 dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e, per questo, pochi giorni fa le è stato conferito il prestigioso Premio Gemelli, che onora la memoria del fondatore e primo Rettore dell’Università.

Le nostre sentite congratulazioni, Chiara!

 

 

FSTPIII: programma scientifico, comunicato stampa e presentazioni

Nella sezione “Documenti” del nostro sito internet sono disponibili il Programma Scientifico, il Comunicato Stampa e le Presentazioni tenutesi alla conferenza internazionale “From Seed to Pasta III – La Filiera Sostenibile del Grano Duro per la Sicurezza Alimentare e una Vita Sana” (Bologna, 19-21 settembre 2018), all’interno della sessione 7 “Innovazione nella filiera del grano duro” e tavola rotonda moderata da Roberto Ranieri.

Lactic Acid Fermentation as Means of Nutritional Improvement. Marco Spaggiari at ICWL18

Sul canale YouTube di Open Fields potete trovare il video della presentazione “Lactic Acid Fermentation of Triticum Turgidum Subsp. Turanicum Bran as Means of Nutritional Improvement” tenutasi durante la 1° edizione della “International Conference of Wheat Landraces for Healthy Food Systems” (Bologna, 13-15 Giugno 2018).

Open Fields collabora con il Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università degli Studi di Parma ad un progetto di dottorato che, attraverso la caratterizzazione dei co-prodotti della prima lavorazione dei cereali (frumento tenero, duro, farri, turanico), del mais (giallo e bianco) e del riso, ha l’obiettivo di sviluppare competenze volte ad interpretare le nuove esigenze della filiera cerealicola per garantire una maggiore competitività e sostenibilità nella garanzia di sicurezza e qualità.

Intervento di Roberto Ranieri relativo al futuro delle filiere agroalimentari partendo da alcuni dei trend ad oggi già presenti, tenuto a “Wheats&Women International conference and the Carlotta award 2018”, all’interno della sessione “Agriculture and 2030 Agenda (the future of farming).

Wheats&Women International conference and the Carlotta award 2018

Il 14 e 15 giugno 2018 si è tenuto a Roma presso l’Aula Marconi del Cnr la prima edizione dell’International Conference Wheats&Women e del premio ‘Carlotta Award’, promosso dall’Accademia nazionale delle scienze e dall’Enea nella sua Divisione di biotecnologie e agricoltura.

Lo spunto per entrambe le iniziative è il 150° anniversario dalla nascita di Carlotta Parisani, moglie dell’illustre genetista e agronomo Nazareno Strampelli. Il premio è a lei intitolato – in quanto antesignana della ricerca ‘al femminile’ in questo settore – per il suo lavoro, svolto in collaborazione con il marito. Fondamentale fu il suo contributo per l’ottenimento di nuove varietà di grano altamente produttive che in pochi anni portarono l’Italia ad essere un paese autosufficiente per la produzione di cereali, confermandosi come primo Paese produttore (all’epoca) e primo Paese consumatore al mondo (fino ad oggi) di grano duro e di pasta.

Il premio Carlotta Award, alla sua prima edizione nel 2018, è stato attribuito a Ksenia Krasileva, giovane ricercatrice del Norwich Research Park (Regno Unito) che si è particolarmente distinta per l’originalità del suo lavoro scientifico sul tema Wheat genomics and immunityUna menzione speciale è stata assegnata all’italiana Anna Maria Mastrangelo, ricercatrice del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) ed alla britannica Julie King dell’Università di Nottingham. Sono state presentate 27 candidature da 11 differenti paesi e 3 continenti.

Nella conferenza internazionale ‘Wheats&Women’ è stato messo in luce il contributo delle ricercatrici che operano nel settore del miglioramento genetico del grano e di altri cereali, così rilevante per l’economia del nostro Paese. Nelle diverse sessioni della Conferenza sono stati affrontati i temi più attuali della ricerca sul grano ad iniziare dalle scoperte destinate ad influire sugli studi e sui metodi di selezione e produzione del grano nel prossimo futuro. Il grano dovrà infatti rispondere a sfide importanti, poste da cambiamenti climatici e parassiti, in modo ecosostenibile, e mantenere alta la produttività, garantire la sicurezza alimentare, senza perdere in qualità, e rispondere, quindi, anche alle esigenze nutrizionali e di sicurezza alimentare sempre più stringenti.

Alla conferenza ha partecipato anche Open Fields, con Roberto Ranieri che ha portato una presentazione dal titolo “Market-Based Value Chains and Farming Technologies”, all’interno della sessione Agriculture and 2030 Agenda (the future of farming); obiettivo della presentazione è stato quello di immaginare quale potrebbe essere il futuro delle filiere agro-alimentari partendo dai numerosi trend già presenti, che siamo stati in gradi di mappare e di cui abbiamo portato qualche esempio concreto. L’intervento è stato molto apprezzato dai presenti, ha ispirato domande e ha dato luogo ad un costruttivo scambio di opinioni.

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I numeri del pane e della pasta in Italia

L’incontro, organizzato in collaborazione da Accademia Nazionale di Agricoltura e Accademia Italiana della Cucina – Delegazione di Bologna dei Bentivoglio, ha posto l’attenzione sui valori produttivi, nutrizionali e storici di due delle eccellenze dell’agrolimentare “Made in Italy”.

Nel pomeriggio di Mercoledì 30 maggio, presso la Sala del Cucibilum Artistarum del Palazzo dell’Archiginnasio di Bologna, si è tenuta la conferenza “Pane e pasta il valore dei grani”, secondo incontro de “I Mercoledì dell’Archignnasio”, ciclo di conferenze dedicato alle eccelenze enogastronomiche italiane. Il pomeriggio è stato inaugurato dai saluti del Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura, e dalla Prof.ssa Rosanna Scipioni, Vice delegato dell’Accademia Italiana della Cucina – Delegazione di Bologna dei Bentivoglio, che hanno espresso il loro plauso per l’avvio di questa importante iniziativa comune.

Al termine dei saluti istituzionali la parola è passata ai relatori i quali hanno proposto alcuni particolari focus sull’argomento. Nella prima relazione, Il valore nutrizionale e nutraceutico”, Paolo Parisini, Presidente FNP Agricoltura Biologica di Confagricoltura, ha detto che “Sembrerà banale, ma il pane e la pasta non si fanno con il grano bensì con le farine o le semole; più che variazione del valore nutritivo, nel tempo sono cambiate le caratteristiche tecnologiche dei grani. Il discorso è quindi articolato e non si riduce solo al grano; ciò dovrebbe farci ragionare anche su molta comunicazione, che pone in relazione diretta il grano con la pasta o con il pane dimenticandosi che di mezzo c’è il molino e la farina. Da qui il crescente interesse per tutti quei percorsi come le filiere di varia natura, la riscoperta di varietà, altre tecniche produttive o disciplinari e requisiti certificati”.

Nella seconda relazione, “Il Valore nutrizionale e nutraceutico”, Andrea Villani, Direttore AGER Bologna, ha toccato temi di tipo economico sostenendo che “In un mercato globale l’Italia, nel 2017, ha importato oltre il 50% dei propri fabbisogni di cereali, semi oleosi e farine. Nella filiera agroalimentare italiana, abbondanaza mondiale e necessità di valorizzazione locale, sono fra i concetti attualmente più dibattuti. I numeri della produzione italiana sono particolari e riflettono una situazione a due velocità: importiamo quasi tutto il grano tenero dall’estero, produciamo il 10% del grano duro a livello mondiale, esportiamo più del 50% della pasta prodotta (1,9 mln di tonnelate). Questo si interseca con i ragionamenti sul “Made in Italy” e sulle scelte dei consumatori che stanno portando a uno svincolo dalle “commodity” e un approdo alle “speciality” dei prodotti alimentari sempre più votati alla qualità e alla territorialità.

La terza relazione, il “Valore del prodotto”, a cura di Roberto Ranieri, ha fornito numeri importanti. “In Italia consumiamo 24 kg pro capite anno di pasta e circa 60 kg pro capite anno di pane, focacce e pizze da forni artigianali. In totale gli italiani consumano quasi più di 100 kg all’anno di derivati dal grano duro e tenero. In Italia il consumo di pasta sta diminuendo, mentre all’estero e soprattutto in Africa è in forte aumento, ma ciò può non essere un male per la produzione nazionale. L’Italia nel mondo si propone come un abile trasformatore di materie prime in alimenti pregiati ed eccellenze mondiali. Oggi il gusto dei consumatori sta andando verso il consumo di zuppe e cerali ma, alcuni tipi di pasta, stanno incontrando un grande favore di pubblico come, ad esempio, quella bio, la gluten free o le paste “premium” di altissima qualità prodotte dai grandi operatori”.

L’ultima relazione il “Valore in cucina e in tavola” di Giorgio Palmeri, Delegato Accademia della Cucina Delegazione Bologna dei Bentivoglio, è stato un interessante viaggio attraverso i fatti storici della cucina del nostro territorio “In Emilia-Romagna siamo nati con la pasta sfoglia. Nel Medioevo si sviluppano a Bologna le paste simbolo della nostra tradizione culinaria come tortellini, lasagne e tagliatelle. La prima pietanza di cui siamo storicamente a conoscenza sono i “torteleti”, quadrati di pasta con formaggio ed erbe aromatiche, che venivano consumati a Bologna nela 1300. Le tagliatelle invece nacquero per celebrare i lunghi capelli biondi di Lucrezia d’Este quando, nel 1487, sposò il Signore di Bologna Annibale Bentivoglio. Infine, non tutti sanno che il ragù, accompagnamento principe di queste pietanze, venne introdotto come condimento solo durante l’Ottocento e rappresenta l’ultimo tassello della lunga tradizione culinaria emiliano-romagnola.”

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Intervento di Antonio Rossetti a Giocampus 2018

Cibo e sostenibilità all’edizione 2018 di Giocampus. Alla tavola rotonda organizzata nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2018, presente anche Open Fields con Antonio Rossetti, che ha parlato dell’importanza delle rotazioni in agricoltura.

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PUBBLICATO BANDO per n.1 ASSEGNO DI RICERCA – scadenza 11.06.2018

E' stato pubblicato sul sito dell'Università di Parma il bando per n.1 Assegno di Ricerca presso il Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco - Piano Triennale Alte COMPETENZE,cofinanziato da Open Fields Srl. Scadenza 11.06.2018

Piano Regionale Triennale ALTE COMPETENZE per la Ricerca, il Trasferimento Tecnologico e l’Imprenditorialità

Titolo: “Caratterizzazione di nuovi ingredienti funzionali derivati da co-prodotti della macinazione dei cereali e sviluppo di prodotti finali innovativi” – S.S.D. CHIM/10 “Chimica degli Alimenti” presso il Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco – Tutor Prof. Gianni GALAVERNA

http://www.unipr.it/node/21464

Open Fields invita candidati appassionati e preparati a fare domanda!